De Laurentiis chiude con Dazn: quale futuro per i rapporti tra club e media?

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Chi è mai Aurelio De Laurentiis, il presidente del Napoli, se non un uomo che porta con sé la passione sfrenata per il calcio e un atteggiamento indomito nello stare a capo di una delle squadre più amate d’Italia? Un uomo che non teme di alzare la voce, di scontrarsi con il potere, di prendere decisioni che possono sembrare controcorrente.

Il calcio è un gioco, si dice, ma è anche un business e un teatro. E sul palcoscenico di questo teatro, De Laurentiis ha deciso di non fare la comparsa. Ha scelto di non essere un burattino nelle mani di chi vuole trasformare un luogo sacro come lo spogliatoio in un set televisivo, un reality show per gli appetiti insaziabili dei tifosi. Ha deciso di dire “basta”.

E se a pagarne le conseguenze è Dazn, il colosso dello streaming sportivo, che importa? Se Dazn ha peccato di presunzione, se ha voluto spingere troppo oltre il limite tra il pubblico e il privato, allora è giusto che paghi il prezzo. Non è forse questo il messaggio che De Laurentiis vuole mandare?

E così, nel mezzo della battaglia tra Napoli e Juventus, una delle più accese del campionato italiano, è scoppiata una nuova guerra. Una guerra tra un presidente che si batte per i diritti dei suoi giocatori e un gigante dei media che sembra aver dimenticato che dietro a ogni calciatore, dietro a ogni allenatore, c’è un uomo.

Il sipario si è alzato, la partita è iniziata. Ma a chi spetterà l’ultimo atto? A chi avrà l’ultima parola? Solo il tempo potrà dirlo. Ma una cosa è certa: nel mondo del calcio, come in quello del teatro, non c’è mai un momento di noia. E Aurelio De Laurentiis, con la sua audacia e la sua fierezza, è pronto a giocare la sua partita.

Il Cambiamento di Strategia con Dazn: Una Decisione Inaspettata

L’Espressione di Disappunto di De Laurentiis: Il Punto di Vista del Presidente del Napoli

Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, ha mostrato una chiara espressione di disappunto mentre considerava la situazione nel tunnel degli spogliatoi dello stadio Diego Armando Maradona. Le telecamere di Dazn, il noto servizio di streaming sportivo, stavano aspettando di immortalare i momenti pre-partita. Tuttavia, il loro sguardo indiscreto non è stato apprezzato.

De Laurentiis non è un neofita quando si tratta di esprimere la propria insoddisfazione per la presenza di telecamere negli spogliatoi, luogo considerato sacro per i calciatori. Il suo punto di vista è chiaro: queste “incursioni” non aggiungono valore alla trasmissione delle partite, ma piuttosto ostacolano la concentrazione dei calciatori. Le sue dichiarazioni, rilasciate in diverse conferenze stampa prima della partita Napoli-Juventus, hanno acceso un dibattito sulla tutela della privacy dei giocatori e sull’effettivo valore aggiunto che queste riprese offrono alla trasmissione delle partite.

Il Cambiamento di Strategia con Dazn: Una Decisione Inaspettata

Quel giorno, tuttavia, la frustrazione di De Laurentiis ha preso una piega diversa. Ha annunciato un cambio di strategia radicale, dichiarando: «Abbiamo chiuso con Dazn, da adesso parleremo solo con Sky e la Rai». Questa decisione ha suscitato molteplici interrogativi, mettendo in luce una delle tensioni latenti nel mondo del calcio contemporaneo: il ruolo influente dei media nello sport e come questi possono, in certi casi, influenzare le decisioni dei club.

Dopo la partita, la decisione di De Laurentiis è stata confermata. Nessun tesserato del Napoli avrebbe parlato con Dazn, nonostante non fosse stato dichiarato un silenzio stampa. Al contrario, i calciatori del Napoli e il loro allenatore, Luciano Spalletti, avrebbero rilasciato interviste in diretta su Sky Sport e in conferenza stampa, seguendo le procedure post-partita consuete.

Questo cambio di direzione ha suscitato un’ulteriore serie di interrogativi. Quali sono i motivi alla base della decisione di De Laurentiis di interrompere le relazioni con Dazn? Quali conseguenze avrà questa scelta sul futuro del Napoli e, più in generale, sul panorama del calcio italiano?

Il Ruolo dei Media nel Calcio Contemporaneo: Una Questione Aperta

Se c’è una cosa che questo episodio ha evidenziato, è il ruolo sempre più invasivo dei media nel calcio contemporaneo. L’accesso senza precedenti che telecamere e giornalisti hanno ai calciatori e ai club ha sollevato questioni relative alla privacy, alla concentrazione dei giocatori e al valore aggiunto che queste riprese apportano al prodotto finale.

La scelta di De Laurentiis di interrompere le relazioni con Dazn è stata interpretata da alcuni come un passo indietro, un ritorno a un calcio più “tradizionale”, dove i media hanno un ruolo più marginale. Tuttavia, altri l’hanno vista come una mossa strategica, un modo per il Napoli di prendere in mano la propria narrazione mediatica.

L’incidente tra De Laurentiis e Dazn ha sollevato questioni rilevanti sul ruolo dei media nel calcio contemporaneo e sulle tensioni che possono emergere quando i club percepiscono che la loro privacy e la loro concentrazione siano state compromesse. Anche se le ripercussioni di questa decisione sono ancora da vedere, una cosa è certa: il dibattito sulla presenza dei media nello sport non è certo concluso.

In Conclusione

Le scelte di De Laurentiis, indiscutibilmente audaci e tenaci, lanciano un messaggio chiaro al mondo del calcio e, più in generale, all’intero panorama mediatico. Il calcio, per il presidente del Napoli, non è solo una questione di risultati sul campo, ma anche di rispetto per i protagonisti del gioco. L’indignazione mostrata nei confronti dell’intromissione dei media nello spogliatoio non è un capriccio passeggero, ma un segnale di un’insoddisfazione profonda.

De Laurentiis, con questa decisione, ci ricorda che il calcio non è solo un prodotto commerciale, ma una passione, una tradizione, un insieme di emozioni che non possono essere ridotte a semplici contenuti da vendere. Il presidente del Napoli sembra dirci che, in un mondo in cui tutto è accessibile, ci sono ancora dei confini che meritano di essere rispettati.

La sua scelta di interrompere le relazioni con Dazn è un campanello d’allarme per tutti coloro che pensano di poter trasformare il calcio in uno spettacolo senza rispetto per i suoi protagonisti. Non si tratta di una mossa contro Dazn in sé, ma piuttosto di un simbolo, un monito per l’intero settore mediatico.

Il futuro del calcio italiano, quindi, potrebbe essere influenzato da questa decisione. Le relazioni tra club e media dovranno necessariamente cambiare e adattarsi a una nuova realtà, in cui il rispetto per i calciatori e per la sacralità dello spogliatoio diventano prioritari. Questo non significa che i media dovranno essere esclusi, ma che dovranno trovare un equilibrio tra la necessità di informazione e il rispetto per la privacy dei calciatori.

In questo scenario, il ruolo dei media nel calcio contemporaneo è destinato ad evolversi. L’episodio tra De Laurentiis e Dazn non è che il primo di una lunga serie di confronti che ci aspettano. Non ci resta che attendere e vedere come si svilupperanno queste dinamiche. Una cosa è certa: la presenza dei media nello sport non sarà più la stessa. E forse, proprio grazie a De Laurentiis, sarà migliore.

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