Non li sopporto più, falli fuori» Torturati con bruciature di sigarette e fatti morire di fame: così due genitori seviziavano i propri figli

Non li sopporto più, falli fuori. Torturati con bruciature di sigarette e fatti morire di fame: così due genitori seviziavano i propri figli

In Kazakistan, due bambini di 9 anni e 18 mesi venivano torturati e fatti morire di fame dai loro genitori.

La vicenda, che è stata raccontata da un quotidiano britannico, risale a pochi giorni fa.

Torturati con bruciature di sigarette e fatti morire di fame: così due genitori seviziavano i propri figli

Tutto ha avuto inizio quando alcuni passanti hanno notato a Öskemen, una cittadina del Kazakistan orientale, due bambini che si trovavano in strada senza giacche invernali nonostante la temperatura esterna raggiungesse i -12 gradi.

Ricoverati in ospedale, i fratelli Daniil, di 9 anni, e sua sorella Sveta, di 18 mesi, hanno raccontato le torture alle quali venivano sottoposte dai loro genitori.

I due, che presentavano numerose bruciature di sigarette sul viso e sul collo, erano anche malnutriti.

Secondo quanto raccontato dai bambini, i genitori gli davano da mangiare soltanto un pasto al giorno e quando loro chiedevano altro cibo perché avevano fame;i genitori, e in particolare il loro patrigno, li torturava spegnendo sul loro corpo le sigarette.

Daniil ha poi spiegato che lui e la sorella si trovavano in strada perché i genitori li avevano mandati via di casa mentre bevevano vodka.

Non li sopporto più, falli fuori

La portavoce dell’ospedale Milana Khalitova ha dichiarato:

I bambini hanno trascorso diverse ore a temperature -12С senza giacche invernali. Erano affamati e terribilmente trascurati.

Ci hanno implorato di dare loro del pane.

I loro vestiti erano estremamente sporchi e avevano un odore terribile. Pensiamo che indossassero gli stessi vestiti da almeno un mese.

“La ragazza ha gravi eruzioni da pannolino. Ha paura degli adulti e sussulta ogni volta che qualcuno la tocca” ha affermato la Khalitova.

I due bambini sono stati affidati momentaneamente ai servizi sociali.

In attesa di essere trasferiti in un orfanotrofio, mentre la polizia ha avviato una indagine per abusi nei confronti dei genitori dei piccoli.

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