Roma: «Ti ammazzo». Pugni e calci alla compagna e alla figlia neonata: arrestato 40enne romano

«Ti ammazzo». E giù botte, calci, pugni e una valanga di insulti verbali alla compagna e alla piccola figlia di appena 13 mesi. Le urla e le lacrime disperate hanno allertato i vicini che hanno chiamato la polizia.

E’ stato così arrestato un romano di 40 anni di via Albalonga nel quartiere San Giovanni di Roma.

«Ti ammazzo». Pugni e calci alla compagna e alla figlia neonata: arrestato 40enne romano

Un uomo è stato arrestato per aver aggredito la compagna e colpito anche la figlia di pochi mesi. Nella mattinata di giovedì scorso, gli agenti della Polizia di Stato del commissariato San Giovanni, insieme a una pattuglia del Reparto Volanti, sono intervenuti in via Albalonga per una lite in famiglia.

Sul posto alcuni inquilini riferivano agli agenti di aver sentito dei pianti e delle grida provenire da uno degli appartamenti. In particolare una voce maschile che urlava minacciando qualcuno. Gli agenti, entrando nell’appartamento si trovavano davanti una donna in lacrime, molto spaventata, con una neonata tra le braccia che presentava una ecchimosi sulla testa.Questa riferiva di avere avuto una lite violenta con il compagno, il quale l’avrebbe colpita con calci e schiaffi ed aggiungeva che nella foga aveva colpito anche la figlia di 3 mesi.

L’uomo, per nulla intimorito dalla presenza dei poliziotti, ha continuato a minacciare di morte la compagna, minacciando anche loro. Accompagnato negli uffici di polizia per gli ulteriori accertamenti  identificato per B.C. romano di 40 anni, con precedenti.

Si appurava che l’uomo non era nuovo a tali  violenze, soprattutto quando si trovava sotto l’effetto di alcool o droghe.

Le vittime sono state accompagnate in ospedale.

La donna è stata medicata con una prognosi di 21 giorni mentre la piccola è stata ricoverata per accertamenti un paio di giorni.

L’uomo è stato arrestato per maltrattamenti, violenza e minacce a pubblico ufficiale ed è stato accompagnato a Regina Coeli. Dopo la convalida dell’arresto, il GIP del Tribunale di Roma, su richiesta del P.M. del Gruppo Antiviolenza della Procura, disponeva la misura cautelare del divieto di avvicinamento.

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