Sarah Scazzi, La Svolta: Ivano ha visto tutto ma non l’ha mai detto. Ora rischia condanna a 5 anni.

Sarah Scazzi, La Svolta: Ivano ha visto tutto ma non l’ha mai detto. Ora rischia condanna a 5 anni.

Sarah Scazzi processo bisIvano Russo e Michele Misseri, imputati insieme ad altre 10 persone indagate a vario titolo nella vicenda, rischiano una condanna per false dichiarazioni al pm.

Nei giorni scorsi, infatti, sono stati chiesti per loro, rispettivamente, 5 e 4 anni di carcere“Hanno mentito tutti”, ha detto il sostituto procuratore Mariano Buccoliero che ha chiesto la condanna.

Processo Scazzi bis: Ivano Russo rischia di essere condannato

Reticenze e volute menzogne degli imputati avrebbero gravemente inficiato il corso delle indagini sul delitto della 15enne di Avetrana, strangolata in casa dalla cugina Sabrina e dalla madre di quest’ultima, Cosima Serrano, il 26 agosto 2010.

Michele Misseri, già condannato in via definitiva a 8 anni di reclusione per aver occultato nel pozzo di Contrada Mosca il cadavere della nipotina e lo scorso novembre a 1 anno e 6 mesi per diffamazione a danni della criminologa Roberta Bruzzone e dell’avvocato Daniele Galoppa, rischia quindi una terza condanna.

“Non ha detto la verità sull’uccisione di Sarah”: accusa chiede 5 anni di reclusione per Russo

Quanto ad Ivano Russo, l’accusa sostiene che il giovane “non ha detto la verità sull’uccisione di Sarah”. . Per Russo il pm ha chiesto la condanna a 5 anni di reclusione, con le accuse di

 false informazioni al pubblico ministero e falsa testimonianza davanti alla Corte d’assise.

Russo, sempre secondo l’accusa, all’epoca dei fatti mentì per coprire Sabrina, cercando di sminuire il rapporto che aveva con quest’ultima e la gelosia ossessiva della ragazza nei suoi confronti, humus nel quale, secondo le tre condanne che hanno inflitto l’ergastolo a Sabrina e Cosima,

sarebbe maturato il movente del delitto: le attenzioni che Ivano Russo avrebbe manifestato verso la giovane e bellissima Sarah, di cui la cugina Sabrina era molto gelosa.

La prossima udienza è stata fissata per il 7 gennaio 2020, giorno in cui prenderanno parola i difensori degli imputati.

Tra i quali spicca il nome di Ivano Russo; il giovane ‘perno’ involontario dell’attrito tra Sabrina Misseri e la giovane vittima, entrambe follemente invaghite di lui.

Astio che avrebbe fatto maturare il movente del delitto; poiché la giovane Sarah, oggetto di tenere attenzioni da parte di Russo all’epoca dei fatti, aveva raccontato in paese che Ivano aveva rifiutato sessualmente la cugina Sabrina.

Un’onta, secondo quanto dicono le tre sentenze passate in giudicato, che avrebbe fatto perdere la ragione a Sabrina, autrice dell’omicidio insieme alla madre Cosima; con la quale sta scontando la pena dell’ergastolo nel carcere di Taranto

Ivano Russo aveva visto tutto ma non lo ha mai detto, i dettagli

False dichiarazioni ai magistrati: questa l’accusa mossa agli imputati. Persone a conoscenza di fatti importanti per le indagini ma che, reticenti, non hanno raccontato ciò che sapevano, arrivando addirittura a depistare le stesse.

Gli imputati sono indagati per falsa testimonianza, false deposizioni e calunnia.

Tra questi Ivano Russo, che ha sempre detto di trovarsi a casa propria

mentre Sarah veniva uccisa, smentito  dalla sua ex fidanzata.

Virginia Coppola racconta infatti in aula un’altra verità. Russo riferì ai magistrati di aver lasciato il cellulare in macchina la sera prima e di averlo recuperato solo il pomeriggio del giorno dopo.

confermare il suo alibi, la madre, il fratello e la fidanzata del fratello, anch’essi a processo per falsa testimonianza. La teste Virginia oggi dichiara che Ivano all’epoca le avrebbe confessato di essere uscito di casa in quel pomeriggio del 26 agosto, proprio quando  Sarah Scazzi fu uccisa in casa Misseri –

 “Sì, Ivano mi confessò di essere uscito il pomeriggio in cui scomparve Sarah” – e di avere assistito ad una lite tra le cugine.

Quindi non stava dormendo come dichiarato a processo, ma sarebbe uscito intorno alle 13:45, per rientrare poi una ventina di minuti dopo. “Quelle stavano litigando”, confidò alla fidanzata tempo dopo, senza invece dichiararlo in aula al processo.

 

Perché? E se avesse visto anche dell’altro? La risposta a questi interrogativi forse non la avremo mai.

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