«Sei una p…..a e così ti tratto: Vieni qua…» Picchia e violenta l’ex moglie davanti alla figlia di 3 anni

« Sei una p…..a e così ti tratto: Vieni qua…» Picchia e violenta l’ex moglie davanti alla figlia di 3 anni

Botte, minacce, insulti e vessazioni. Brutalità ripetute nel tempo, culminate in una violenza sessuale, ai danni della ex convivente, davanti alla figlia di 3 anni. Le sofferenze inferte non hanno prezzo, ma il contro da pagare, per l’autore delle violenze, un uomo di 43 anni, è comunque salato. Il tribunale collegiale di Pescara lo ha condannato a 6 anni di carcere per violenza sessuale, maltrattamenti e lesioni aggravate.

I fatti contestati, che hanno avuto luogo a Montesilvano, risalgono ad un periodo compreso tra ottobre 2014 e febbraio 2015. Già in precedenza, però, le forze dell’ordine erano dovute intervenire, a causa delle continue violenze dell’imputato nei confronti della donna, una 35enne. «Il comportamento tenuto in casa è stato devastante per la parte offesa, con vessazioni da parte di chi avrebbe dovuto proteggere la sua compagna e la sua figlioletta – ha detto in aula, nel corso della requisitoria; il pm Rosangela Di Stefano – e invece l’imputato non si è fatto scrupolo neanche di preservare, dalla vista di una bimba in tenera età; il compimento di una brutale violenza sessuale». Per queste ragioni; alla luce della continuazione del reato e dei precedenti; il pm aveva chiesto una condanna a 8 anni e l’esclusione di qualsiasi attenuante generica. Richiesta a cui si era associato l’avvocato di parte civile Luca Pellegrini.

La vicenda

Secondo quanto ricostruito dall’accusa, l’aguzzino «maltrattava la convivente, in presenza della figlia di 3 anni, con condotte vessatorie e violente reiterate, spesso dopo avere assunto alcol e droghe». Le minacce di morte, una volta anche impugnando un coltello, erano all’ordine del giorno. Così come le aggressioni fisiche, con calci, pugni e morsi, che in più occasioni procurarono alla donna lesioni e lividi, certificati dai referti medici con prognosi dai 5 ai 10 giorni.

Le cose non migliorarono quando la donna, il 19 ottobre 2014, lasciò l’abitazione, trasferendosi in un altro appartamento di Montesilvano, dove l’uomo piombava quasi quotidianamente, «ingiuriandola e minacciandola di morte qualora non fosse tornata a vivere con lui». La sera del 28 ottobre l’ex convivente della donna sfondò a calci la porta d’ingresso e inseguì la vittima anche nell’abitazione di un’amica; dove si era rifugiata. Proprio in quell’appartamento; «bloccandola nella stanza dove dormiva con la figlia ed aggredendola con violenza», incurante della presenza della bimba in lacrime, costrinse la sua ex a subire atti sessuali contro la sua volontà.

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